Il sudore, la gioia, il lavoro dei campi, il raccolto dell’oro giallo, dalla spiga di grano al pane: anche quest’anno a Lavello si è svolta, lunedì scorso, la Mietitura e Trebbiatura giunta alla sua XX edizione.
La Pro Loco “F. Ricciuti” e l’Amministrazione Comunale hanno deciso di svolgere l’evento nel borgo di Gaudiano per rivitalizzare uno dei borghi agricoli più importanti della Basilicata ,da sempre fulcro dell’economia lavellese, attraverso una rievocazione genuina per ricordare l’antica tradizione della mietitura e della trebbiatura.
La trebbiatura infatti, era un vero e proprio rito che coinvolgeva nelle diverse mansioni un gran numero di persone. Anche i bambini partecipavano attivamente al lavoro preparando il filo di ferro (fili di ferro sottilissimi utilizzati per la legatura delle balle di paglia durante la pressatura). Il compito meno ambito era certamente quello di raccogliere la cama (pule) che usciva assieme alla paglia dal boccaporto della trebbia.
I giorni della trebbiatura erano caratterizzati dal lavoro intenso che iniziava al mattino per terminare la sera, ma c’era anche lo spazio per molta allegria.
Questo clima è stato rivissuto con due momenti: quello liturgico con la Santa Messa e quello della trebbiatura con l’utilizzo delle macchine e trattori d’epoca risalenti agli anni ’60.
Al termine della dimostrazione si è proseguito con la cena contadina riprendendo l’antica ricetta della zuppa del mietitore (cereali e legumi) prodotti lattiero-caseari e salumi gentilmente offerti da aziende locali. La serata è stata allietata da Lino Volpe e la sua Band.